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IN CAmmino sulle Strade Storiche

La Doganale Oriolese

In questi ultimi anni nella nostra zona sono stati operati numerosi interventi di salvaguardia, presentati studi e piani di recupero del territorio omnicomprensivi1 che a causa della loro natura rimangono inattuati o sono di lunga e difficile realizzazione. Molto raramente i vari Enti preposti alla sorveglianza, manutenzione e valorizzazione del territorio attuano piccoli interventi ma con uno scopo accuratamente programmato.

La Doganale Oriolese trovandosi in una zona di “nessuno” non sfugge a questa realtà.

Obiettivo della proposta è valorizzare la Doganale Oriolese come percorso storico, culturale e turistico tramite il recupero dell’antico tracciato nel tratto in completo abbandono tra il Fosso della Strega in località Valle Nobile e la località Agliola Vecchia, nel Comune di Bassano Romano (VT). La strada di campagna “vive” se viene percorsa, calpestata e mantenuta in buono stato.

Questo piccolo intervento che si propone se attuato non solo aumenta e diversifica gli utenti della doganale ma consente di intercettare il flusso dei camminatori della Via Francigena, ponendo le premesse per il volano di un turismo ecosostenibile.

Inquadramento cartografico

La Doganale Oriolese attualmente ha una lunghezza di circa 12 Km interessando i comuni di Bassano Romano e Capranica. Inizia nel territorio di Bassano Romano in località Cerrone al Km 12 della SP40 Bassanese e termina nel comune di Capranica, in località Querce di Orlando, al Km 60 della SR493 Cassia. Ad eccezione della salita all’Agliola e del ripido tratto in prossimità della casa S. Leonardo, il fondo della doganale è completamente sterrato e lungo il tracciato presenta vari stati di conservazione:

  1. ottimo nel tratto compreso tra la SP40 Bassanese e la località Agliola Vecchia;
  2. pessimo tra la località Agliola Vecchia e il Fosso della Strega;
  3. discreto tra la stazione ferroviaria di Capranica e la località Agliola;
  4. ottimo nel tratto compreso tra le Querce di Orlando e la stazione ferroviaria di Capranica.

In particolare nel secondo tratto il guado del Mignone al Fosso della Strega rappresenta una criticità in quanto nelle stagioni delle piogge è impossibile passare il fosso causa il crollo del ponte medievale. L’Ente proprietario del tratto della Doganale Oriolese compreso fra la SP40 Bassanese e il Fosso della Strega è il Comune di Bassano Romano.

Figura 1 – L’attuale tracciato della Doganale Oriolese

 

Figura 2 – Area di intervento

 
Area Intervento Doganale Oriolese stralcio C.T.R. Lazio

Figura 3 – Area Intervento Doganale Oriolese stralcio C.T.R. Lazio

 
Area Intervento Doganale Oriolese stralcio I.G.M.I.

Figura 4 – Area Intervento Doganale Oriolese stralcio I.G.M.

 
Altimetria Doganale Oriolese

Figura 5 – Altimetria Doganale Oriolese tratto Aolia Vecchia – Fosso della Strega

 
Clivometria Doganale Oriolese

Figura 6 – Clivometria Doganale Oriolese tratto Aolia Vecchia – Fosso della Strega

Cenni storici

Patrimonivm Petri olim Tvscia Svbvrbicaria edentibus Homannianis Heredibus

Figura 7 – Carta del Patrimonio di S. Pietro con le strade, principali casali e tenute, Domenico de Rossi 1696

Per la sua collocazione geografica la Doganale Oriolese collega due importanti e antiche strade romane la consolare Cassia risalente al I secolo a.C. e la più antica via Clodia del III secolo a.C.. L’esistenza lungo il percorso di quattro necropoli, due insediamenti abbandonati e di alcuni tratti di basolato testimoniano come l’uomo utilizzasse questa via già prima dell’età romana2. Nonostante queste testimonianze archeologiche nel segmento VI della Tabula Peutingeriana nella copia riprodotta da Conradi Milleri nel 18873 non sono riportati né il tracciato della Doganale Oriolese né quello del fiume Mignone, anche se tra Centucellas e Tarquinis si legge Mindo Fl. ovvero Minio Fl.(umen), fiume Mignone, accanto al disegno che caratterizza i bagni termali. I basoli della via Clodia ancora oggi sono in parte presenti nel tratto iniziale della Doganale Oriolese ma prima dell’Agliola Vecchia la Clodia gira a sinistra verso Alteto mentre la Doganale Oriolese prosegue dritta verso la via Cassia.
Nel corso dei secoli non solo è stata una importante strada per le popolazioni locali ma le cronache narrano che è stata percorsa da eserciti, commercianti, romei, pellegrini in viaggio lungo la Via Francigena.

Con la caduta dell’Impero romano d’occidente e il venire meno dell’autorità centrale si assiste nell’alto medioevo alla riduzione a proprietà privata dei beni posseduti prima dall’impero.

Con l’alienazione delle superfici pubbliche si pose il problema di salvaguardare la percorrenza su quelle strade che nel nuovo assetto fondiario si trovavano ora a passare dentro i fondi alienati dallo stesso proprietario e, in mancanza di un catasto particellare, quest’ultimo avrebbe potuto reclamare il diritto di impedire il transito a chiunque nel tratto di strada ora nella sua proprietà appena acquistata. Tale fenomeno fu così diffuso che ancora oggi con il termine dogana4 si intende esclusivamente la strada di transito.

Catasto rurale di Bassano di Sutri - sezione Agliola, Provincia del Patrimonio Delegazione di Viterbo

Figura 8 – Catasto rurale di Bassano di Sutri – sezione Agliola, Provincia del Patrimonio Delegazione di Viterbo-Cancelleria del censo di Ronciglione5

Quando si inizi a parlare di Doganale Oriolese è abbastanza difficile stabilirlo causa la scarsità dei documenti; molto probabilmente già dai primi insediamenti umani si percorrevano le mulattiere fino al Mignone per approvvigionarsi d’acqua. Considerando il nome, si deve ipotizzare che si inizi a utilizzare il termine Doganale Oriolese dopo il Basso Medioevo per indicare una rete di mulattiere che collegavano la via Clodia (Oriolo Romano) con la Cassia (Querce d’Orlando) in quanto le cronache attestano ancora percorribili. Infatti, del Castello dell’Oriolo si inizia a parlare il 18 aprile 1560 in un manoscritto ritrovato nell’Archivio Santacroce in Roma con la trascrizione dei primi contratti e l’elenco degli abitanti.6

I resti archeologici che vi si trovano sembrano avvalorare tale ipotesi, in particolare la costruzione del ponte del Fosso della Strega realizzato sia con blocchetti calcarei disposti “a filaretto” che con pietrame di pezzatura minuta affondato in abbondante letto di calce mentre grandi blocchi sono usati negli spigoli dei piloni dell’arco che scavalcava il Mignone.

Basolato antico lungo la Doganale Oriolese

Figura 9 – Basolato

Anche il fondo stradale è pressoché sterrato e tracce di pavimentazione si trovano solo nei tratti di maggiore pendenza dove la lastricatura è realizzata con pezzame minuto, spesso ricavato dalla frantumazione del basolato basaltico delle due strade romane (Agliola-Via Clodia, cava S. Leonardo-Via Cassia) e con ciottoli fluviali. Considerando, infine, la larghezza del ponte che non permetteva il passaggio di una barozza si può pensare che sulla Doganale Oriolese si viaggiasse a dorso di mulo o asino mentre il trasporto delle merci doveva avvenire in carovane con l’impiego del basto al posto del carro pagando una vera e propria imposta sul transito delle merci. 

Forse, l’episodio più eclatante che narrano le cronache avviene nel 1159 allorché l’esercito dell’imperatore Federico Barbarossa si scontrò con le truppe papali. La battaglia avvenne a Valle Nobile. L’imperatore assistette alla battaglia dalla cima di una rupe tufacea che ancora oggi viene chiamata “Tufi Barbetta”. Accortosi che i soldati del papa ripiegavano ordinò al suo esercito di raggiungerli e di massacrarli. Alla fine della battaglia la valle e il Mignone erano coperti dal rosso del sangue, tanto che ancora oggi Valle Nobile conserva il nome locale di Valle Sanguineta.7

Pellegrini in cammino sulla Via Francigena. Affresco sec. XIII Santa Maria del riposo, Sutri (VT)

Figura 10 – Pellegrini della Via Francigena. Affresco sec. XIII chiesa Santa Maria del riposo, Sutri (VT)

Ancora oggi il tratto della Doganale Oriolese compreso tra le Querce di Orlando e la cava S. Leonardo nel territorio di Capranica, è percorso dai pellegrini della Via Francigena seguendo l’itinerario della tappa 41 Vetralla-Sutri.8

In anni più recenti, la Doganale Oriolese è entrata a far parte del Grande Anello dei Parchi del Lazio (GAP), ippovia di circa 700 chilometri adatto anche a chi vuole andare alla scoperta del Lazio muovendosi a piedi o in bicicletta, completamente elaborato prendendo spunto dalla viabilità pubblica regionale ed ha una base prettamente rurale.9 Nello specifico, i Parchi che nella nostra zona sono interessati dal GAP e da questo flusso turistico equestre e sono: i Parchi Naturali Regionali di Marturanum e di Bracciano Martignano, il Parco di Sutri, la Riserva Naturale Regionale Lago di Vico. Rimango esclusi la Riserva Naturale Regionale Monterano e il comprensorio dei Monti della Tolfa proprio a causa delle difficoltà che si incontrano durante la stagione delle piogge nell’attraversare il guado del Fosso della Strega e percorrere i successivi 500 m. della Doganale Oriolese.

Il consolidamento del fondo, la realizzazione di canali di scolo delle acque e di un guado sicuro o il ripristino del ponte medievale, consentirebbero di arrivare in sicurezza alle strade sterrate del territorio di Oriolo Romano evitando di percorrere un lungo tratto della SP40 Bassanese, per poi proseguire verso l’antico abitato di Monterano, Rota e i pascoli di Tolfa giungendo fino all’area sacra di Pirgy.

E’ del tutto evidente, quindi, l’importanza e il valore del recupero della doganale nel tratto compreso tra il Fosso della Strega e l’Agliola Vecchia.

Stato di conservazione

Da un sopralluogo effettuato il 6 maggio 2014 nel tratto iniziale della Doganale Oriolese, compreso tra il Fosso della Strega e l’Agliola Vecchia, lo stato del fondo sterrato è molto rovinato tanto che a piedi si procede con difficoltà e risulta difficile da ottobre a maggio se non a volte impossibile il transito alle mountain bike e ai cavalli.

L’azione erosiva delle precipitazione meteoriche nei tratti di maggiore pendenza ha dilavato il fondo composto da pietre basaltiche e tufo creando profondi solchi. La crescita di piante ed arbusti ai margini della strada ha ridotto l’originale larghezza e in alcuni tratti addirittura ne ha ostruito il passaggio. Il terreno argilloso, l’azione comune della vegetazione e delle acque unita alla mancanza di opere quali canalette e drenaggi trasversali, cordoli e cunette, serpentine, hanno creato le premesse perché nei tratti di minore pendenza si creassero degli accumuli di fango e zone acquitrinose. Inoltre, si segnala la presenza di qualche rifiuto solido urbano e di elettrodomestici abbandonati.

 

Il possibile recupero

Un possibile intervento di recupero del guado al Fosso della Strega per consentire il superamento del successivo tratto di doganale in direzione Oriolo Romano può prevedere le seguenti azioni:

  1. Al fine di limitare i trasporti e ridurre i costi per quanto possibile si dovranno rilevare i materiali (legno, ghiaia, lapillo, sabbia, tufo, pietra, truciolato, ecc.) disponibili nelle immediate vicinanze;
  2. Allo scopo di evitare grossi spostamenti di terra le opere di rifacimento saranno adattate il più possibile alle strutture naturali del terreno;
  3. Per motivi di tutela dell’ambiente sarà usato legno non trattato chimicamente;
  4. Nell’opera di pulizia dalla vegetazione saranno abbattuti solo gli alberi indicati dal competente comando del Corpo Forestale dello Stato;
  5. L’intervento riguarderà la realizzazione di un fondo sterrato per il solo passaggio di un escursionismo pedestre, equestre e in mountain bike e non si contempla il passaggio di veicoli a motore. La larghezza sarà di circa 2 m;
  6. Ad eccezione di brevi tratti acquitrinosi, dove si provvederà alla realizzazione di uno strato di fondazione, si rispetteranno le pendenze attualmente esistenti; le pietre saranno inglobati nel tracciato;
  7. Per evitare il cedimento dei margini della strada sarà rifinito il bordo con appositi cordoli realizzati con semplici pali di legno fissati per mezzo di picchetti;
  8. Per garantire un drenaggio efficace, la superficie del sentiero presenterà una pendenza trasversale mentre per prevenire l’erosione e garantire la stabilizzazione del fondo stradale saranno realizzate  opere di drenaggio in legno attraverso canalette di scolo trasversali in tondelli di legno o travi con lo scopo di far defluire l’acqua derivata dai sistemi di drenaggio longitudinale nelle cunette trasversali;
  9. Nei tratti con fondo stradale discreto si propone la stesura di uno strato di ghiaia/lapillo.
  10. Per agevolare agli escursionisti nell’attraversare il guado del Fosso della Strega si prevede la posa di pietre da guado posate sull’alveo a una distanza di 0,6/0,8 m. Poiché il Fosso della Strega è caratterizzato da variazioni di portata dovrebbe essere allargato il più possibile per consentire all’acqua di distribuirsi su un’ampia superficie orizzontale, così da garantire sempre una bassa profondità e lastricare il guado con pietre naturali recuperate nei paraggi del punto di attraversamento.

Bibliografia/Sitografia

  1. Patrimonivm petri olim Tvscia svbvrbicaria 1745, 1:150.000 scala orizzontale lineare rapporto costante, rotocalco 46×59 cm. Università Berna. Ultimo accesso 31/03/2015.
  2. Nibby A., Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de’ dintorni di Roma, Vol. 3, Tip. delle Belle arti, 1837.
  3. L. Gasperini, R. Garrucci, Della Via Clodia e coerenti e delle città e villaggi che furono sul corso di esse, Vol. 2, Forum Clodii, 1975. Ultimo accesso 31/03/2015.
  4. Giacobelli, M., Via Clodia, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, 1991.
  5. Patitucci S., Uggeri G., La viabilità nell’Italia medievale: questioni di metodo, L’Erma di Bretschneider, 2007, p. 323-358. Ultimo accesso 31/03/2015.
  6. Detti F., La Valle d’Albegna. Formazione ed evoluzione dei paesaggi storici, Comune di Manciano e Provincia di Grosseto, 1998.
  7. Detti F., Transumanza, emigrazioni ed insediamento: la Toscana meridionale e i nuovi villaggi in età moderna, dottorato di ricerca in storia urbana e rurale, Università degli studi di Perugia, 2000. Ultimo accesso 31/03/2015.
  8. Bruschi, A., Oltre il Rinascimento: architettura, città, territorio nel secondo Cinquecento, Editoriale Jaca Book, 2000.
  9. Chellini R., Acque sorgive, salutari e sacre in Etruria (Italia Regio VII), University of Michigan, Bar International Serie, 2002.
  10. Dipartimento di Pianificazione Territoriale e Urbanistica, Università degli studi di Roma “La Sapienza”, Comune di Grosseto, Viabilità storica in Studio finalizzato alla elaborazione del Piano Strutturale, 2002. Ultimo accesso 31/03/2015.
  11. Provincia di Viterbo, Alpha Consult srl, P.T.P.G. Tav.2.1.1 Preesistenze storico-archeologiche scala 1:100.000, 2006. Ultimo accesso 31/03/2015.
  12. Telloni A., Piano di sviluppo turistico equestre, GAL Tuscia Romana, 2013. Ultimo accesso 31/03/2015.
  13. Gasparri P., Studio di fattibilità del Progetto speciale della via Clodia, Comune di Tuscania, 2010. Ultimo accesso 31/03/2015.
  14. Ufficio federale delle strade USTRA, Confederazione Svizzera, Costruzione e manutenzione sentieri escursionistici, 2009. Ultimo accesso 31/03/2015.
  15. Marcarini A., Lungo la Via Cassia Antica, 2000. Ultimo accesso 31/03/2015.
  16. Gallegra P., La Via Clodia, 1996. Ultimo accesso 31/03/2015.
  17. Rotili G., Stefani F. (a cura di), Descrizione dell’origine e principio del Castello detto Oriolo, Pro Loco di Oriolo Romano, 1993. Ultimo accesso 31/03/2015.
  18. Piccioni M., Al presente che semo nell’anno 1590, Quaderni di Storia dell’Oriolo, Numero VII, Comune di Oriolo Romano, 2012. Ultimo accesso 31/03/2015.
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Dettagli

Note

 

  1. Cito alcune delle più importanti iniziative. Nel 1982 si istituisce la Riserva Naturale Lago di Vico; nel 1984 il Parco Naturale Regionale Marturanum; nel 1988 viene istituito nel comune di Sutri il parco dell’Antichissima città di Sutri, il Monumento naturale Caldara di Manziana e a Canale Monterano la Riserva Naturale Monterano. Con le direttive europee Rete Natura 2000 e Life+ si individuano sul nostro territorio le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Nel 2004 i comuni di Blera, Vejano, Bassano Romano, Oriolo Romano, Canale Monterano, Allumiere e Tolfa, alcune delle loro Università Agrarie e le Province di Viterbo e Roma si sono uniti per dar vita al Consorzio Valle del Mignone con lo scopo di rilanciare un’area che va protetta e valorizzata, poiché dotata d’incredibili potenzialità economiche endogene. Nel Università Agrarie di Tolfa, Manziana e Allumiere e dai comuni di Manziana, Tolfa, Canale Monterano e Allumiere. Nel 2009 si costituisce il Parco Naturale di Bracciano Martignano. Nel 2012 tramite l’università degli studi della Tuscia per le faggete depresse di Bassano R. e Oriolo R. si avvia la richiesta di riconoscimento come siti Patrimonio Mondiale Naturale da parte dell’UNESCO.
  2. Un lavoro di zonizzazione delle preesistenze storico-archeologiche presenti nella provincia di Viterbo svolto nel 2006 dalla Alpha Consult srl individua alcune necropoli ed insediamenti abitati abbandonati nei seguenti toponimi Stazione di Vico Matrino (52), Casale Moreccia (54), Prato Martine (55), Casale Agliola (58), Logaccio (150), Valle Nobile (152). Vedi quanto riportato nella bibliografia/webgrafia.
  3. Per la consultazione della tavola vedi la Tabula Peutingeriana in Biblioteca Augustana.
  4. La dogana è in realtà una superficie territoriale, interna ad ogni singola unità amministrativa, solcata o tangente a strade istituzionalizzate che ne consentono l’accesso.
  5. Vedi Archivi SIAS
  6. Vedi Rotili G., Stefani F., Descrizione dell’origine e principio del Castello detto Oriolo.
  7. Sembra che il termine “Nobile” associato a questa valle derivi dal fatto che Federico Barbarossa vi si accampò, durante le guerre di assoggettamento dei comuni.Vedi quanto riportato in http://api.culturalazio.it/tusciaromana/bassano-romano.aspx
  8. Vedi i siti Francigena Librari e Associazione Europea delle Vie Francigene
  9. Vedi “Grande Anello dei Parchi del Lazio

CC BY-NC 4.0 La Doganale Oriolese by Michelini Dino is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 International License.

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