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IN CAmmino sulle Strade Storiche

Categoria: Strade Romane

Il diverticolo della via Clodia per Fontiloro

Il territorio di Oriolo Romano (VT)[1. Tavolette IGM Bracciano F143 III NE e Bassano di Sutri F143 IV SE] si estende su pendii collinari tra i Monti Sabatini e i Cimini, coperti in gran parte di boschi, prossimo alla via consolare Cassia, era attraversato dalla Clodia[2. La Clodia è da considerarsi un percorso più antico della via Cassia, in quanto nelle epigrafi che riportano i curatores viarum è citata prima della Cassia. La pavimentazione è probabilmente da riferirsi al censore Claudio Centho nel 225 a.C.] e da numerosi diverticoli. La zona è prossima ai laghi di Bracciano e Vico, ricca di sorgenti, alcune con acque dalle caratteristiche termali, favorevole all’agricoltura anche per la presenza di affioramenti di banchi di tufo, che contribuiscono alla conservazione di acqua e al mantenimento di un sottosuolo umido[3. Cui si aggiunge la presenza di cunicoli artificiali per la raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche, attestata dalle ricognizioni. Andreussi nella Forma Italiae segnala cunicoli nei territori di Vejano (p. 28) e Bassano (pp. 33 e 37) in un caso il cunicolo era collegato ad una cisterna (p. 35). Andreussi, 1977, Forma Italiae, Regio VII, Vicus Matrini.].

L’area collinare, che fin dall’antichità bene si prestava allo sviluppo di attività agricole e pastorali, è priva di alture adatte ad insediamenti naturalmente difesi. Il paesaggio che era caratterizzato da una fitta selva e dall’attraversamento del fiume Mignone, lentamente mutò con il susseguirsi dei disboscamenti, che lasciarono posto alle coltivazioni. La presenza di acqua che favorì in antico la frequentazione, creò le condizioni per lo sviluppo di un’area produttiva nel Cinquecento con la costruzione di una mola, di una ferriera e la lavorazione di lino.

La Doganale Oriolese

In questi ultimi anni nella nostra zona sono stati operati numerosi interventi di salvaguardia, presentati studi e piani di recupero del territorio omnicomprensivi[1. Cito alcune delle più importanti iniziativie. Nel 1982 si istituisce la Riserva Naturale Lago di Vico; nel 1984 il Parco Naturale Regionale Marturanum; nel 1988 viene istituito nel comune di Sutri il parco dell’Antichissima città di Sutri, il Monumento naturale Caldara di Manziana e a Canale Monterano la Riserva Naturale Monterano. Con le direttive europee Rete Natura 2000 e Life+ si individuano sul nostro territorio le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Nel 2004 i comuni di Blera, Vejano, Bassano Romano, Oriolo Romano, Canale Monterano, Allumiere e Tolfa, alcune delle loro Università Agrarie e le Province di Viterbo e Roma si sono uniti per dar vita al Consorzio Valle del Mignone con lo scopo di rilanciare un’area che va protetta e valorizzata, poiché dotata d’incredibili potenzialità economiche endogene. Nel Università Agrarie di Tolfa, Manziana e Allumiere e dai comuni di Manziana, Tolfa, Canale Monterano e Allumiere. Nel 2009 si costituisce il Parco Naturale di Bracciano Martignano. Nel 2012 tramite l’università degli studi della Tuscia per le faggete depresse di Bassano R. e Oriolo R. si avvia la richiesta di riconoscimento come siti Patrimonio Mondiale Naturale da parte dell’UNESCO.] che a causa della loro natura rimangono inattuati o sono di lunga e difficile realizzazione. Molto raramente i vari Enti preposti alla sorveglianza, manutenzione e valorizzazione del territorio attuano piccoli interventi ma con uno scopo accuratamente programmato.

La Doganale Oriolese trovandosi in una zona di “nessuno” non sfugge a questa realtà.

Obiettivo della proposta è valorizzare la Doganale Oriolese come percorso storico, culturale e turistico tramite il recupero dell’antico tracciato nel tratto in completo abbandono tra il Fosso della Strega in località Valle Nobile e la località Agliola Vecchia, nel Comune di Bassano Romano (VT). La strada di campagna “vive” se viene percorsa, calpestata e mantenuta in buono stato.

Questo piccolo intervento che si propone se attuato non solo aumenta e diversifica gli utenti della doganale ma consente di intercettare il flusso dei camminatori della Via Francigena, ponendo le premesse per il volano di un turismo ecosostenibile.

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