Le strade etrusche di Monterano

Per raggiungere le rovine di Monterano attualmente occorre percorrere strade impervie, talora ostruite da rocce e sterpaglie. La situazione era ben diversa nel periodo etrusco, quando una fitta rete carrabile collegava il fiorente abitato con le altre città e con le campagne circostanti.

Vista area con tracciato strade

Vista aerea con tracciati

La strada più importante era diretta a Caere, l’attuale Cerveteri, capoluogo della regione. Appena fuori dall’abitato la via scendeva per il Cavone, in una gola scavata nella roccia, fino alla valle di Bicione. Superato il torrente, risaliva il colle della Madonnella nella strettoia del Canalicchio e, dopo aver attraversato per una ventina di chilometri gli attuali territori di Manziana e Castel Giuliano, giungeva a destinazione.

Una seconda strada si dirigeva verso un’altra grande metropoli dell’Etruria, Tarquinia. Scendeva il colle scavata nel tufo e attraversava il torrente Mignone con un ponte di legno, non molto dissimile da quello usato fino a qualche decennio fa, e che dopo la costruzione del ponte di cemento è andato in rovina. Proseguiva poi sulla riva destra del torrente in direzione della città. Da questa strada, all’altezza del guado del Polverino, si staccava il collegamento per il villaggio e le terme di Stigliano.

Una terza strada collegava Monterano con Blera e le altre città etrusche dell’interno passando per l’altopiano della Palombara, per poi costeggiare l’alta valle del Mignone.

Tracciati delle strade

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La nostra idea …

La Selciatella a Stigliano

Gli Etruschi costruirono le loro città su aspri pianori rocciosi a guardia delle piste protostoriche più battute. I Romani, forti del loro dominio, aprirono robuste strade lastricate su terreni ampi e fertili.

Nel medioevo la viabilità si fece più tortuosa per aggirare i viadotti crollati e per evitare le aggressioni dei popoli barbari. In epoca moderna si è privilegiata la comodità e la celerità dei collegamenti.

Ora abbiamo bisogno di strade ampie, circonvallazioni, rettifili in un territorio sempre più urbanizzato, dove l’antica rete viaria, quando non viene alterata da nuovi interventi, tende a scomparire sotto l’assalto della vegetazione spontanea.

Nel territorio dell’alto bacino del torrente Mignone (Vejano, Bassano Romano, Oriolo Romano, Manziana, Canale Monterano, Tolfa), dove la frequentazione umana risale alle epoche più remote, si sovrappongono reticoli stradali protostorici, etruschi, romani, medioevali e moderni.

Riscoprire le strade di questa zona, abbandonate nell’antichità o in tempi più recenti, lungo i quali un tempo ferveva la vita, e ripercorrerle ci consente di rivivere sul campo la nostra storia passata, che può essere sfogliata come un libro, capitolo dopo capitolo.