Il diverticolo della via Clodia per Fontiloro

Il territorio di Oriolo Romano (VT)1 si estende su pendii collinari tra i Monti Sabatini e i Cimini, coperti in gran parte di boschi, prossimo alla via consolare Cassia, era attraversato dalla Clodia2 e da numerosi diverticoli.

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  1. Tavolette IGM Bracciano F143 III NE e Bassano di Sutri F143 IV SE
  2. La Clodia è da considerarsi un percorso più antico della via Cassia, in quanto nelle epigrafi che riportano i curatores viarum è citata prima della Cassia. La pavimentazione è probabilmente da riferirsi al censore Claudio Centho nel 225 a.C.

La nostra idea …

La Selciatella a Stigliano

Gli Etruschi costruirono le loro città su aspri pianori rocciosi a guardia delle piste protostoriche più battute. I Romani, forti del loro dominio, aprirono robuste strade lastricate su terreni ampi e fertili.

Nel medioevo la viabilità si fece più tortuosa per aggirare i viadotti crollati e per evitare le aggressioni dei popoli barbari. In epoca moderna si è privilegiata la comodità e la celerità dei collegamenti.

Ora abbiamo bisogno di strade ampie, circonvallazioni, rettifili in un territorio sempre più urbanizzato, dove l’antica rete viaria, quando non viene alterata da nuovi interventi, tende a scomparire sotto l’assalto della vegetazione spontanea.

Nel territorio dell’alto bacino del torrente Mignone (Vejano, Bassano Romano, Oriolo Romano, Manziana, Canale Monterano, Tolfa), dove la frequentazione umana risale alle epoche più remote, si sovrappongono reticoli stradali protostorici, etruschi, romani, medioevali e moderni.

Riscoprire le strade di questa zona, abbandonate nell’antichità o in tempi più recenti, lungo i quali un tempo ferveva la vita, e ripercorrerle ci consente di rivivere sul campo la nostra storia passata, che può essere sfogliata come un libro, capitolo dopo capitolo.

Oriolo Romano: lungo la via Clodia

Sabato 16 settembre 2017 sarà presentato il libro “Lungo la via Clodia”, una guida su Oriolo Romano e il suo territorio.

Oriolo Romano è un paese e un territorio ricco di storia che si distingue da molti centri della Tuscia perché costruito ex novo, una città di fondazione, secondo un progetto che seguiva ideali e concetti precisi dell’urbanistica del Cinquecento della città ideale e del manierismo; nel corso dei secoli, nonostante la crescita demografica e l’espansione edilizia, ha conservato l’originario disegno.

La guida vuole essere un racconto erudito che accompagna il visitatore; all’interno il visitatore trova tranquilli percorsi nel verde, che si sviluppano dentro e fuori l’abitato, ma anche escursioni più impegnative e itinerari dove i fili conduttori sono archeologia, architettura, arte, e storia; approfondimenti tematici completano e diversificano i tracciati, questi hanno la possibilità di essere effettuati a piedi o in bicicletta o a cavallo, abbandonando l’auto. Alcuni itinerari esulano dall’ordinario, indirizzano il turista a divenire osservatore e lettore di visuali non manifeste e ancora scopritore e testimone di cose che stanno scomparendo.
La scelta di un itinerario, la stagione in cui si percorre conducono ad un livello di conoscenza diverso in ambito culturale, sensoriale ed emotivo, la presunzione é quella di far camminare con il cuore oltre che con le gambe: nella Villa dove sono tanti alberi da abbracciare e prati su cui riposare, tra i vicoli e le fontane che raccontano la storia, all’ombra delle Olmate e delle salite per la faggeta, oppure al suono della cascata della Mola. Passeggiando per le vie principali di Oriolo Romano è facile vedere nei monumenti più importanti due particolari stemmi, uno con il pellicano e un altro con le stelle. Sono gli stemmi delle famiglie Santa Croce e Altieri proprietarie, nel corso dei secoli, del feudo di Viano, Ischia e Rota.

Lungo la via ClodiaLa guida, curata da Roberta Ferrini, è il risultato di un attento lavoro eseguito da professionisti e studiosi di Oriolo Romano: Roberto Bellini, Luisa Caporossi, Martina Castroni, Patrizia Di Filippo, Augusto Farnetti, Maurizio Farnetti, Massimo Felicetti, Beatrice Fochetti, Carlo Mascioli, Dino Michelini, Chiara Pelizzi, Marcello Piccioni, Fiorella Proietti, Simona Raccuia, Silvia Sarli.
I contributi fotografici sono stati messi a disposizione da: Antonio Amaduzzi, Daniela Antinucci, Roberto Bellini, Martina Castroni, Patrizia Di Filippo, Tito Ferretti, Roberta Ferrini, Chiara Pelizzi, Pino Pesci, Fiorella Proietti e Luciano Ughi.
Le Cartoline storiche provengono dalle collezioni Augusto Farnetti, Maurizio Farnetti, Enrico Guidoni, Fiorella Proietti.

Sabato 16 settembre 2017 ore 17.30
Palazzo Altieri, Sala degli Avi
piazza Umberto I
Oriolo Romano (VT)

Interverranno:
Emanuele Rallo, Sindaco di Oriolo Romano
Elisabetta De Minicis (Università della Tuscia)
Roberta Ferrini, archeologa
autrici/autori che hanno contribuito alla realizzazione della guida

La guida “Oriolo Romano lungo la via Clodia ”, progetto proposto dalla Casa Editrice Davide Ghaleb è stato realizzato grazie al contributo del Comune di Oriolo Romano.

 

I luoghi del cuore

Dal 2003 il FAI (Fondo Ambiente Italiano) con il progetto I luoghi del cuore raccoglie le segnalazione dei cittadini che hanno a cuore i piccoli e grandi tesori ambientali, storici, artistici, urbanistici, culturali, archeologici, della nostra Italia e scrive a Sindaci e Soprintendenti affinché si attivino prima che ignoranza, maleducazione, incuria, atti vandalici, ecc. cancellino per sempre questi luoghi lasciateci in eredità dalle precedenti generazioni.

Oltre al dovere abbiamo anche il piacere di recuperare, valorizzare, tutelare e preservare questi tesori con l’impegno di consegnarli alle generazioni future, i nostri figli e nipoti, nel migliore dei modi di modo che anche queste possano goderne.

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Le strade etrusche di Monterano

Per raggiungere le rovine di Monterano attualmente occorre percorrere strade impervie, talora ostruite da rocce e sterpaglie. La situazione era ben diversa nel periodo etrusco, quando una fitta rete carrabile collegava il fiorente abitato con le altre città e con le campagne circostanti.

Vista area con tracciato strade

Vista aerea con tracciati

La strada più importante era diretta a Caere, l’attuale Cerveteri, capoluogo della regione. Appena fuori dall’abitato la via scendeva per il Cavone, in una gola scavata nella roccia, fino alla valle di Bicione. Superato il torrente, risaliva il colle della Madonnella nella strettoia del Canalicchio e, dopo aver attraversato per una ventina di chilometri gli attuali territori di Manziana e Castel Giuliano, giungeva a destinazione.

Una seconda strada si dirigeva verso un’altra grande metropoli dell’Etruria, Tarquinia. Scendeva il colle scavata nel tufo e attraversava il torrente Mignone con un ponte di legno, non molto dissimile da quello usato fino a qualche decennio fa, e che dopo la costruzione del ponte di cemento è andato in rovina. Proseguiva poi sulla riva destra del torrente in direzione della città. Da questa strada, all’altezza del guado del Polverino, si staccava il collegamento per il villaggio e le terme di Stigliano.

Una terza strada collegava Monterano con Blera e le altre città etrusche dell’interno passando per l’altopiano della Palombara, per poi costeggiare l’alta valle del Mignone.

Tracciati delle strade

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Le vie dell’Eremo di Montevirginio

Ripercorrere la strada che portava i fedeli, gli operai e le maestranze al Santo Eremo di Montevirginio (1668), ma anche un cammino verso un luogo considerato Sacro, già in epoca etrusca, nel segno di una ritrovata spiritualità. Un percorso lento tra la frazione di Montevirginio e Canale lungo le pendici del Monte Sassano (o Monte Calvario), tra ampie zone boschive, piccoli agglomerati di abitazioni e l’austero profilo del Convento dei Padri Carmelitani, ben posizionato all’interno di un naturale scenario verde. Un modo per riscoprire una parte di territorio così tanto familiare a chi ci vive, eppure a tratti sconosciuto o dimenticato.

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La Doganale Oriolese

In questi ultimi anni nella nostra zona sono stati operati numerosi interventi di salvaguardia, presentati studi e piani di recupero del territorio omnicomprensivi1 che a causa della loro natura rimangono inattuati o sono di lunga e difficile realizzazione. Molto raramente i vari Enti preposti alla sorveglianza, manutenzione e valorizzazione del territorio attuano piccoli interventi ma con uno scopo accuratamente programmato.

La Doganale Oriolese trovandosi in una zona di “nessuno” non sfugge a questa realtà.

Obiettivo della proposta è valorizzare la Doganale Oriolese come percorso storico, culturale e turistico tramite il recupero dell’antico tracciato nel tratto in completo abbandono tra il Fosso della Strega in località Valle Nobile e la località Agliola Vecchia, nel Comune di Bassano Romano (VT). La strada di campagna “vive” se viene percorsa, calpestata e mantenuta in buono stato.

Questo piccolo intervento che si propone se attuato non solo aumenta e diversifica gli utenti della doganale ma consente di intercettare il flusso dei camminatori della Via Francigena, ponendo le premesse per il volano di un turismo ecosostenibile.

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  1. Cito alcune delle più importanti iniziative. Nel 1982 si istituisce la Riserva Naturale Lago di Vico; nel 1984 il Parco Naturale Regionale Marturanum; nel 1988 viene istituito nel comune di Sutri il parco dell’Antichissima città di Sutri, il Monumento naturale Caldara di Manziana e a Canale Monterano la Riserva Naturale Monterano. Con le direttive europee Rete Natura 2000 e Life+ si individuano sul nostro territorio le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e i Siti di Importanza Comunitaria (SIC). Nel 2004 i comuni di Blera, Vejano, Bassano Romano, Oriolo Romano, Canale Monterano, Allumiere e Tolfa, alcune delle loro Università Agrarie e le Province di Viterbo e Roma si sono uniti per dar vita al Consorzio Valle del Mignone con lo scopo di rilanciare un’area che va protetta e valorizzata, poiché dotata d’incredibili potenzialità economiche endogene. Nel Università Agrarie di Tolfa, Manziana e Allumiere e dai comuni di Manziana, Tolfa, Canale Monterano e Allumiere. Nel 2009 si costituisce il Parco Naturale di Bracciano Martignano. Nel 2012 tramite l’università degli studi della Tuscia per le faggete depresse di Bassano R. e Oriolo R. si avvia la richiesta di riconoscimento come siti Patrimonio Mondiale Naturale da parte dell’UNESCO.